STORIE MINIME DI ASPIRANTI SCRITTORI – #6: Non era affatto contenta

Dove si dice dell’utilità della raccolta differenziata

Ogni tanto scrive, ci prova. Pur avendo smesso di credere di riuscirci, prende appunti per qualcosa che non riesce a definire, per quello che chiama “qualcosa di lungo”. Gli appunti sono ovunque: agende di anni passati rimaste bianche, quaderni in carta riciclata (“prodotti senza abbattere nemmeno un albero”, c’è scritto sulla quarta di copertina, molto vicino all’indicazione del prezzo, piuttosto sproporzionato), volantini, pagine vuote di libri, pezzi di carta senza importanza, gettati a casaccio in un cassetto della scrivania, ammucchiati senza un progetto apparente. Aveva provato a dare un ordine a gran parte di questi appunti, raccogliendoli su base tematica (“personaggi”, “storia”, “background”, “movimento”, “ricerche”, “luoghi”). Poi aveva preso dei quadernoni rilegati a spirale, attaccandovi con una diligenza simulata ma ancora accettabile ogni sorta di frammento scritto, usando colla e nastro adesivo per rendere la cosa più artigianale e, se solo fosse stato possibile, più interessante. Ma si sbagliava, e tanto: non vi era nessun interesse nel ricollegare quegli appunti ormai dimenticati, resi inutili dal tempo e dalla lontananza nella memoria, non c’era alcun senso di creazione, né di risveglio dell’energia, nel gesto automatico di incollare quelle pagine monche e strappate sulle pagine nuove di un nuovo oggetto-schedario (il quadernone a spirale Pigna cui aveva affidato la speranza e l’illusione di porre rimedio all’inedia). Per la quantità dei foglietti e appunti accumulati nell’ultimo anno, il lavoro non fu dei più semplici. Finì che erano le sei del pomeriggio. Dopo aver guardato un attimo il quaderno, soppesandolo, rigirandoselo fra le mani, decise che la cura filologica in questa forma sfigata non era affar suo. Si era diretta ai bidoni per la differenziata, nel cortile condominiale. Non vale la pena approfondire, va detto solo che la sua mai iniziata carriera di scrittrice finì in quel preciso momento, in un sacchetto per la carta straccia in mezzo ad altri sacchetti per la carta straccia. Fu come andare a gettare una busta di normalissima immondizia casalinga, e forse il contenuto di quel sacchetto di romanzi abortiti non era davvero niente di più. Non ebbe il minimo rimorso per quella che doveva essere, nelle sue stesse intenzioni, un’azione dal forte valore simbolico, indirizzata ad evidenziare un passaggio nodale della sua esistenza. Sfortunatamente, l’attenzione con cui aveva pianificato il tutto non le restituì nessuna epifania, nessun momento di rivelazione interiore, nessuno scatto nella percezione che aveva dello scorrere lineare e insensato della propria esistenza. Non si verificò nessun passaggio che poteva considerarsi effettivamente nodale. Non successe un bel niente, laggiù in mezzo ai cassonetti per la differenziata. Continuava a chiedersi, dopotutto, se era davvero esistenza quella che sperimentava. Non poteva dirsi contenta della piega che stava prendendo la sua vita. No, non era affatto contenta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...