COSA SI FA IL 12 AGOSTO SULL’APPENNINO SANNITA, A 900 METRI SUL LIVELLO DEL MARE

C’è una gobba brulla su cui crescono solo erba e cardi azzurrini e altri fiori non ben identificati. Durante l’anno alcuni esseri umani muniti di attrezzature per il volo si lanciano nello sport del parapendio. Le correnti termiche sono buone, è possibile fare dei corsi, per chi non ha paura. Da qui si vede praticamente tutto, in HD, dal promontorio del Gargano al massiccio della Majella. Tutta la costa che va dalla provincia di Foggia a quella di Pescara. Il Basso Molise, con vista sulle Tremiti e sul lago di Lesina. Trecentossessanta gradi di bellezza panoramica. Sulla cima di questa morbida collinetta spoglia, di fianco al Monte Rocchetta, c’è un alberello che è più un arbusto, non so esattamente che specie sia, so che sembra secco e fossile e sta lì a presidiare il tutto. Gramo e solitario. Scarso. Molti anni fa, una quindicina se non di più, un gruppo di ragazzini in fuga notturna, sicuramente ubriachi e felici, chiamarono questo posto l’Albero Scarso.

L’anno passato, all’Albero Scarso abbiamo organizzato una cosa abbastanza folle, cioè l’ascolto integrale, da un impianto audio di tutto rispetto, dell’intera discografia dei Pink Floyd, dalle 6 di sera fino alle 6 del mattino. L’evento si chiamava Astronomy Hopes: avevamo portato anche i telescopi per guardare le stelle e la luna, e ci eravamo muniti di cibo e bevande. I tempi calcolati alla perfezione hanno fatto in modo che mentre David Gilmour suonava l’ultimo, meraviglioso assolo di chitarra dell’ultima canzone dell’ultimo disco dei Pink Floyd, il sole cominciava a sbucare dall’orizzonte, sul mare. Una roba piuttosto difficile da spiegare. Ecco perché dovrebbe bastare questa foto:

In un periodo storico in cui ascoltare musica è per la maggior parte il metodo migliore per isolarsi dagli altri esseri umani sull’autobus o in treno, nello stesso periodo storico in cui si è persa la misura della lunga distanza su disco e vanno forte le singole canzoni comprate su iTunes, quello che si organizza all’Albero Scarso è la rivalutazione del potere aggregativo e spirituale della musica, nel formato disco ormai obsoleto. Si ascoltano intere discografie sotto cieli stellati chiacchierando e bevendo in amicizia, senza problemi, senza pensare al lavoro, ai soldi, al contratto in scadenza. Di più: l’ascolto è concettuale, una sorta di performance musicale in assenza degli artisti.

Quest’anno, il 12 agosto, il concept sarà l’ascolto dei quattro dischi dei Coil incentrati sulle stagioni, più Time Machines. Resta l’assunto di base che è quello di contemplare la natura e il cielo notturno, stando insieme senza troppi sbattimenti, accompagnati da una colonna sonora eccezionale. Siete tutti invitati.

Portatevi giubbotti e maglioni per combattere il freddo notturno che a una certa ora salirà dalla vallata, e coperte o sacchi a pelo o tende o quello che volete per campeggiare con disinvoltura. Portate cibarie e bevute. Portate cani e altri animali, inclusi i vostri amici. Non sarà possibile accendere fuochi. Non si fanno richieste tipo “Cambiamo musica?” né domande tipo “Quanto costa una birra?”. La musica non si cambia e la birra non costa nulla, perché ognuno si organizza da sé e poi mette a disposizione del picnic notturno collettivo quello che ha portato, poco o tanto che sia. Si inizia alle 18. Non fatevi riconoscere: veniteci.

Se vi trovate di passaggio in Molise il punto è questo qui, nel territorio comunale di Montefalcone nel Sannio. Le indicazioni stradali sapete trovarle. Ciao.

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