CUCINARE STRANO: Moltiplicazione di pani e pesci e trasformazione di acqua di rubinetto in Montepulciano d’Abruzzo

Pubblico volentieri il racconto che mi ha inviato un certo Stephen King per partecipare a CUCINARE STRANO.

Non è difficile ma non è neppure un gioco da ragazzi. Dal momento che richiede un certo impegno, si consiglia di effettuare la moltiplicazione per almeno 250 persone. Preferibilmente, quindi, si preparerà questa ricetta in occasioni di ritrovo sociale come matrimoni Modello Patriarca ambientati nelle aree mediterranee. L’unico esempio di realizzazione di questa ricetta è avvenuto nell’odierna Galilea, circa 2000 anni fa, durante uno di questi matrimoni. I Vangeli dicono che sia venuta bene. Adesso proviamoci.

Si prende l’unico pesce a disposizione e si estrae una cellula campione, preferibilmente dagli occhi, che devono essere ben lucidi e ancora mezzi vispi se si vuole il pesce fresco, altrimenti è roba surgelata e non va bene (questo ed altri trucchi per non farsi inculare in pescheria li impariamo seguendo TG2 Costume e Società). Dalla cellula iniziale dovremmo essere in grado di ricavare, con una centrifuga commerciale impostata al massimo della velocità di dotazione ovvero dei giri al minuto (Roventa o Philips, ma avere il Bimby ci rende comunque più accattivanti e tra virgolette sul pezzo), dovremmo poter ricavare, dicevo, la spirale a doppia elica con tutte le informazioni necessarie per accedere all’algoritmo V:I:T:A dell’animale da moltiplicare ad uso alimentare. A questo punto bisogna separare le due eliche e lasciarle a bagno in aceto di mele per una mezz’oretta. (Sì, lo so, la moltiplicazione richiede del tempo: i Vangeli hanno adottato l’escamotage letterario dell’ellissi, mettendo in sottinteso tutta questa preparazione.) Mentre le eliche del DNA stanno a marinare potete osservarle che rilasciano nel recipiente (in rame, preferibilmente) informazioni utili all’algoritmo. Potete anche mettere un po’ di musica. Poi prendete il tozzo di pane da moltiplicare e grattugiatelo fine. A processo concluso, vi ritroverete con un pentolino in rame di algoritmi di V:I:T:A di un pesce (merluzzo, orata, sogliola, gallinella: non fa differenza) e un piatto di pane grattugiato fine. Non dovete lasciarvi fregare dallo sconforto. Coprite il pentolino in rame con un canovaccio asciutto e mettetelo in freezer. Il piatto con il pane grattugiato mettetelo sulla soglia del balcone. Chiamate un panettiere e fatevi portare una cinquantina di pagnotte di pane di Altamura, già tagliate, preferibilmente. (No, la moltiplicazione per i pani non riesce: il grano transgenico proveniente dall’Ucraina ha rovinato tutto).

Mentre l’algoritmo si cristallizza, prima di iniziare la vera moltiplicazione del V:I:T:A e quindi del fortunato pesce, con una pistola scacciacani fate fuori tutti i piccioni di merda che si avvicinano al piatto-esca di pane grattugiato. Mettete a bollire un pentolone d’acqua e iniziate a spiumare le bestie. Preriscaldate il forno a 200 gradi e in una teglia disponete patate tagliate a cazzo e aglio e alloro e pepe e quello che vi viene in mente. Metteteci poi i piccioni appallettati e spiumati. In forno per 40 minuti. Importante: non dovrete mangiarli voi, primo perché fanno schifo (non li abbiamo nemmeno eviscerati, per dire, e la maggior parte è piena di zecche, che sono morte con il vapore ma sempre schifo fanno) secondo perché servono a distrarre i 250 affamati che si stanno chiedendo cosa succede. Eccovi l’antipasto, signori convitati.

A questo punto, togliamo il pentolino algoritmico dal freezer e mettiamolo in un tritatutto. La polverina verdastra che ne verrà fuori è la base di moltiplicazione. Bisogna recedere a quello che i cuochi chiamano lo Stato di Creazione e che gli ingegneri invece chiamano Algoritmo Eterno Evolutivo: basta spezzare le catene molecolari e sottrarre la massa 11q. Il tocco di classe, a questo punto, è amalgamare il tutto con un goccio di salsa di soia (attenzione: il liquido deve avere densità pari a 6,7 e massa RH negativa). Fate posto in cucina perché inizieranno a sbucare pesci dappertutto. Poiché si moltiplicheranno su base dieci (base dodici se siete in Inghilterra o USA) li infornerete dieci alla volta (dodici se vi trovate in Inghilterra o USA). Non è necessario condire: i pesci si moltiplicheranno già puliti e ripieni di aglio prezzemolo limone. Chiamate qualcuno che inizi a servire in tavola mentre voi continuate a informare dieci pesci alla volta. Gettate la polvere Algoritmo Eterno Evolutivo nello scarico del lavandino quando i pesci sono sufficienti. Buon appetito.

Nota Bene: si può fare anche con le scatolette di tonno, se la tavolata non ha grosse pretese. In questo caso, la cellula madre è indicata vicino alla data di scadenza della confezione. Vi servirà, comunque, un impianto di confezionamento ed etichettatura per concludere il tutto. In caso di spaghettata al tonno, invece di chiamare il panettiere si dovrà chiamare l’alimentari più vicino e farsi portare qualche decina di chili di spaghetti numero 5.

E il vino? Il modo più semplice per trasformare l’acqua in vino è certamente quello di invitare 250 persone che siano astemie. Altrimenti ci tocca mettere mano ai due atomi di idrogeno, con il rischio elevatissimo di far saltare in aria il Pianeta.

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