La nostra casa senza di noi (e un libro da leggere prima che ci crolli addosso)

Ho già scritto a riguardo dell’ultimo libro che ho acquistato. L’aggiornamento necessario è che ormai si tratta del penultimo, e non per una semplice progressione negli acquisti in libreria, ma per qualcosa che ha a che fare con quella che posso chiamare catena alimentare bibliografica.

Ho preso un impegno con me stesso, dopo aver letto il libro di Hitchens. Dopo anni passati a divorare solo fiction (che fosse letteratura o narrativa di intrattenimento non è poi così importante), all’approssimarsi della cifra tonda-ma-non-tonda dei trentatré anni ho capito che mi manca qualcosa: tutto l’universo della non-fiction, la saggistica. Ho deciso quindi di non comprare più, per questo 2012, romanzi o raccolte di racconti, e di portarmi a casa solo saggi, prediligendo le scienze naturali, matematiche, cognitive. Non devo spiegare questa scelta, semmai dovrei spiegare il perché in tutti questi anni non mi sia venuto in mente che leggendo solo letteratura o narrativa mi stavo perdendo tutto un pezzo, gigantesco, di libri interessantissimi che vanno letti.

Il mondo senza di noi, di Alan Weisman, è un libro che va letto. Il suo impianto di base, lo sforzo immaginativo che ne anima le pagine, è semplicissimo: cosa succederebbe se, per una ragione qualsiasi, tutti gli umani sparissero dal pianeta Terra? Detta così, me ne rendo conto, sembrerebbe il concept di un romanzo di fantascienza, preferibilmente orientato a forme abusate di distopia. Ma non si tratta di questo. Weisman immagina le conseguenze della nostra scomparsa da questo piccolo pianeta, e le approfondisce aggiungendo nozioni scientifiche ad ampio raggio (scienze ingegneristiche, biologia, zoologia, scienze evolutive, chimica dei materiali). Come se la caverebbe il mondo senza il mammifero Homo Sapiens? Che ne sarebbe delle nostre costruzioni? Come reagirebbero i vari habitat che nei millenni abbiamo plasmato in altre forme? Ritornerebbero a una forma primigenia? E in quanto tempo? Cosa succederebbe subito dopo la scomparsa dell’uomo dalla Terra? E cosa succederebbe nei millenni a venire? Quali delle nostre tecnologie saranno destinate a restare, e cosa, invece, andrebbe distrutto da subito?

Invece di emettere un enorme sospiro di sollievo biologico, forse il mondo senza di noi sentirebbe al nostra mancanza?

Nel 2007, il New York Times ha messo questo libro al primo posto nella classifica dei libri usciti quell’anno. In Italia è stato tradotto da Norman Gobetti e pubblicato da Einaudi Stile Libero. Il National Geographic lo ha trasposto in un documentario, Aftermath:Populazion Zero, che è disponibile interamente su youtube (guardatelo prima che lo tolgano).

C’è anche un sito dedicato al mondo senza di noi. Nella scala del tempo da domani a 500 milioni di anni, questo è uno schema di cosa potrebbe accadere secondo Weisman. (Ok: può prendere male.)

Questo invece è quello che capiterebbe a una casa in legno, in un ambiente a clima temperato come il nostro, una volta che i suoi proprietari non saranno più in giro a svolgere i quotidiani lavori di manutenzione. Buona visione:

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