Dio non è grande, ovvero il bosone di Hitch

Quindi l’hanno scoperta, la famosa Particella di Dio, il Bosone di Higgs, la particola della materia che assegna una massa diversa a tutto ciò che esiste. Nell’infinitamente grande, come nell’infinitamente microscopico. Ci sono arrivati, hanno ristretto di molto il campo di osservazione riducendone lo spettro di misurazione fra i 125 e i 126 GigaelettronVolt (che leggo sul Post essere l’unità di misura di energia e bla bla bla) per poi darne l’annuncio. Trionfo: un’intuizione del 1964 sistematizzata negli ultimi anni e conclusasi oggi, nelle slide di presentazione in comic sans che hanno scatenato tutte le risate della rete, perché la rete è temibile e ti svergogna subito ed è fatta di gente che di font ne sa. Ai fisici del CERN, del popolo della rete per fortuna non gliene frega nulla: la comunità scientifica esulta.

Quindi, questo Dio che non misuriamo nemmeno al chilo, deve essere davvero piccolo, altroché. Ma è ovunque, questo Dio, in ogni anfratto della materia, e conferisce massa, e vita, dunque. Solo che non è Dio, al di là di una facile, volgare denominazione. Non so dire cosa possa essere, ma non devo dirlo io. A proposito, quella che adesso è per tutti, semplificando, la particella di Dio, all’inizio era la Goddam Particle (poi censurata – wiki).

Me ne sono accorto solo quando la cassiera mi staccava lo scontrino, della coincidenza. Mosso dal 25 per cento di sconti sui titoli di Stile Libero, sono andato in libreria e ho preso il primo libro che, a pelle, ha reclamato i miei dieci euro e spiccioli. Dio non è grande – Come la religione avvelena ogni cosa, di Christopher Hitchens, 2007. Si tratta di “un atto di accusa contro le religioni in tutte le sue manifestazioni, un duro pamphlet in difesa della ragione e del laicismo firmato da uno dei grandi nomi del giornalismo di opinione internazionale”. Insomma ho comprato un libro che dice che Dio non è grande, che la religione annichilisce la vita, che non esiste nessuno di quegli enti soprannaturali con cui i rappresentanti di Dio in terra intendono rilegarci e relegarci a posizioni di sottomissione (occhio all’etimo: religione/rilegare), ho comprato questo libro il giorno in cui si è arrivati alla scoperta del secolo, di questo secolo, per la fisica teorica.

Con questo brevissimo estratto dal primo capitolo voglio salutarti, Bosone. E saluto anche te, Higgs. E te, soprattutto, Hitch.

Si prendono in mano le opere … di un Darwin, ad esempio, o di un Hawking o di un Crick. Questi scienziati, anche quando sbagliano o fanno mostra dei loro inevitabili pregiudizi, risultano più illuminanti di qualsiasi uomo di fede falsamente modesto il quale cerchi vanamente di far quadrare il cerchio e di spiegare come egli, mera creatura di dio, possa mai conoscerne la volontà. In fatto di estetica le opinioni possono essere le più varie, comunque noi umanisti laici o atei o agnostici non desideriamo togliere stupori e consolazioni all’umanità. Niente affatto. Se siete disposti a dedicare un po’ del vostro tempo a osservare le mosse immagini ottenute col telescopio di Hubble, vi troverete di fronte cose assai più strabilianti, misteriose e splendide ‒ e più caotiche, annichilenti e impervie ‒ di qualsiasi storia creazionista o della «fine dei tempi».

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