COVER Vs ORIGINALE: Chairman Mao (CSI/Robert Wyatt)

(Minchia, ancora un post su CSI, CCCP e compagnia.)

I casi della vita sono imprevedibili, mentre la pigrizia e l’ignavia e la pochezza di movimento intellettuale, relativamente a chi scrive (fingendo, con il distacco di chi scrive “chi scrive”, di distaccarmene davvero, e invece nulla), sono prevedibilissimi. Questo fa sì che si scoprano in ritardo certe cose che in epoca 2.0 avanzata sono ovunque “a portata di clic”. Ma “a portata di clic” non significa che quel maledetto clic io debba operarlo. E “in ritardo” è sempre espressione opinabile: in ritardo rispetto a quale scala temporale? (Inserire adesso un pensiero apparentemente non banale sul Tempo.)

Sono legato alla versione dei CSI di Chairman Mao da un evento semplicissimo, e cioè: mi piace da matti. Mi piace come suona, come procede, semplice, dall’inizio alla fine senza intoppi o rimescolamenti interni, strofa, strofa, niente ritornello, ancora strofa, sospensione e fade out chitarristico elettrificato. Si sviluppa facendo man bassa di tutti i trucchi stilistici di Ferretti & Co., cioè di Magnelli/Maroccolo & Co., alla metà degli anni ’90, prima che il Consorzio mandasse tutto all’aria per chissà quale grazia ricevuta. Dovrebbe quindi risultare una paraculata, ma non è così. La voce di Ginevra Di Marco, doppiata su registri diversi, fa tutto il resto, ed è davvero una meraviglia. Si tratta di una resa semplicissima, ma parecchio efficace, è una di quelle canzoni che “ti entra dentro”, la progressione melodica diventa qualcosa d’altro, non si ferma solo alle orecchie.

Ora io non lo so bene perché, ma non mi era mai venuto in mente di dare un ascolto all’originale di questo pezzo. So solo che questo può significare una cosa: la cover dei CSI è una resa talmente efficace che basta da sé. Poi, invece, ieri sera l’ho cercata, la versione di Robert Wyatt. Il pezzo originale è puro ritmo, un organo striminzito e un tamburo che fa da segnatempo e che a volte sembra incepparsi in se stesso, è lo scheletro della cover che ne hanno fatto i CSI, il cantato-non-cantato flebile di Wyatt, come sempre, non tiene conto delle imposizioni della metrica e della struttura, dà al pezzo un’aura vagamente psicotica, da psichedelia asciugata, lo porta a spasso sull’orlo di un baratro, se mi passate l’espressione. È splendido. Una vecchia foto, una giovane treccia, con sorriso sicuro, festeggia la sua prima sconfitta.

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One thought on “COVER Vs ORIGINALE: Chairman Mao (CSI/Robert Wyatt)

  1. ciao,
    arrivato qui con ricerca su google per “chairman mao robert wyatt”. non so se segui ancora il blog, se leggi i commenti, ma volevo segnalarti che anche quella di wyatt è più o meno una cover, l’originale è un pezzo di charlie haden del ’77, a seguire un link:

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