STORIE MINIME DI ASPIRANTI SCRITTORI – #1: Dimenticanze

Dove si dice che è meglio giocare d’anticipo, ma non troppo 

C’era quello che aveva messo a punto un piano di tutto rispetto per non perdere nessun contatto utile, dopo aver preventivato di inviare il manoscritto a una cinquantina di indirizzi, organizzati in maniera impeccabile su un foglio excel completo di tutti i dati del caso. Agenti letterari, scout, editor, contatti importanti scovati su facebook e twitter, consulenti editoriali, case editrici medio-piccole che non si fossero ancora premurate contro le valanghe di carta in arrivo con un disclaimer del tipo “grazie, siamo a posto così, non inviateci manoscritti, il nostro piano editoriale è già completo per i prossimi due secoli”.

Aveva poi pensato a come presentare la cosa: fogli A4 rilegati? Anticipati via pdf in allegato mail? Corredati di CD-Rom non riscrivibile? Non sarebbe stato meglio, visto che tanto InDesign lo maneggiava discretamente, generare un bell’impaginato e far vedere che, comunque sia, la disponibilità ad entrare nel modus operandi di una redazione non gli mancava? In questo modo avrebbe potuto stampare non più dei manoscritti uguali a tutti gli altri – così deprimenti, quanto poco appeal alla lettura in una mezza risma di carta usomano, chissà quanti ne ricevevano, quelli lì, di robe simili – ma, utilizzando la stampante RICOH dell’ufficio del padre e smanettando sulle proprietà avanzate della finestra di stampa, avrebbe potuto di sicuro tirar fuori qualcosa che assomigliasse a un libretto. Con tutti i sedicesimi e i crismi del caso! Iniziava già a pensare a una copertina, a una immagine, al cosiddetto progetto grafico, vedeva la gabbia dell’impaginato che prendeva forma. Per un attimo arrivò a pensare al self publishing… ma no, no e no: vuoi mettere pubblicare con una casa editrice? Il self publishing lo fanno tutti, ormai, io sono per l’editoria di tipo classico, pensa il tipo in questione. E poi, con tutte le copie che devo stampare per l’invio potrei già parlare di una primissima tiratura, eh eh eh – se la ride fra sé e sé.

Altre robe importanti: la sinossi e la cosiddetta Breve Presentazione dell’Autore. Su un foglio A4 separato dal libro? A questo punto tanto vale lavorare su una quarta di copertina in cui scrivere, appunto, una breve sinossi del romanzo e i suoi dettagli biografici più importanti (poco, a parte la data di nascita e l’amore sconsiderato per il minimalismo americano). Sì, decisamente: vada per libretto impaginato con progetto grafico da paura e quarta di copertina. Ovviamente, poi, si allegherà il CD-Rom non riscrivibile di cui sopra. Nel CD-Rom, magari, aumentare la sezione dedicata alla presentazione dell’autore, cioè proprio buttarci dentro tutti i particolari, compreso il segno zodiacale e i “tre aggettivi con cui ti descriveresti”, che non si sa mai.

Nel momento in cui inizia a pensare a una fascetta che possa arricchire i singoli libretti, il vento smuove le tende della finestra aperta, che pian piano fanno cadere la tazza di caffè freddo giù dalla mensola. Il rumore della ceramica di bassa lega che va in frantumi sul pavimento lo distoglie dalle fantasie. Ma è tutto a posto, ha appena generato una macchina da guerra per l’invio del manoscritto. Siede soddisfatto davanti al monitor spento (il computer nel frattempo è andato in stand by). Però qualcosa se l’è dimenticato: ha dimenticato di iniziare a scrivere il romanzo.

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