Al soldo dell’Avvenire

La notizia è che Giovanni Lindo Ferretti avrà una rubrica tutta sua, ogni domenica, sull’Avvenire, organo di stampa dei vescovi italiani, quotidiano di ispirazione cattolica e tutto il resto. Dico qualcosa alla rinfusa, tanto per ripartire con il blog dopo l’estate e tanto perché questa storia del Ferretti che se ne va per la tangente di una specie di integralismo cattolico mi ha dato da pensare più volte negli ultimi anni.

Questo è solo l’ultimo approdo del vecchio GLF in luoghi della parola che manderebbero letteralmente in fumo una carriera musicale importantissima, stando alla marea di persone indignate, quelli che si sentono traditi, quelli che Giovanni Lindo si è rincoglionito eccetera. Fra gli scivoloni che hanno preparato il terreno a questa notizia si ricordano, in ordine sparso, le verbose comparsate da Ferrara e da Chiambretti, un paio di libri per Mondadori che nessuno ha mai letto davvero e che io mi guardo bene dal comprare, interviste rilasciate a ciellini di razza come Antonio Socci, svariate apologie di Benedetto XVI, preferenze di voto date alla Lega passando per l’UDC di Pierferdy.

Qualsiasi cosa si permetta di fare o di dire, GLF viene attaccato criticato svergognato dai suoi fan (dai vecchi fan di CCCP e CSI), e il polso della situazione lo si tasta bene leggendo i commenti su youtube in calce a qualsiasi video. La gente non approva la svolta ratzingeriana, il popolo aborrisce i Ferrara e l’antiabortismo, i Casini e i coming out politici. Ferretti canta una litania pallosissima (questo prima della Litania con Sparagna, questo già al tour del primo disco PGR) e non manca lo stronzo che urla “Emilia Paranoica!” o “Spara Jurij!”

Se vi sentite traditi da quello che dice scrive combina GLF in questi anni tumultuosi, se vi sentite in diritto di criticarne le scelte e/o di sparare a zero perché tanto figuriamoci, se avete da analizzare il suo pensiero voi che siete più psicologi e meno impulsivi, se avete da obiettare per ragioni ideologiche profonde come una pozzanghera di piscio di cane, se aprite gruppi su facebook per redimere il buon vecchio filosovietico venduto alla fede – beh: non avete capito un po’ di cose.

Rivolete indietro il Giovanni Lindo dei CCCP? E che cazzo di pretesa sarebbe? Ferretti con ogni probabilità si vergogna di tutto quello che ha fatto prima che iniziasse questo disastro, i CCCP sono passati, la macchina del tempo non ce l’ha nessuno, ma la buona notizia è che dei CCCP esistono ancora i dischi. Ascoltateveli, no? I dischi sono fatti per restare, è questa l’arte al tempo della sua fottuta riproducibilità tecnica. Vi sentite traditi? E per cosa, poi? Non avrete mica la speranza di essere immuni dal tradimento? Magari la vostra ragazzina adesso è a letto con il vostro migliore amico, o con vostro cugino, o con tutti e due insieme, e voi state lì a commentare su youtube.

Anch’io, come voi, credo che i CCCP siano un esempio di oltre-musica per l’Italia di allora e di oggi, e mi sono appena ricordato che il primo concerto vero della mia vita sono stati i CSI a Pescara nel febbraio del 1998. Ma non mi sento tradito.

Questo perché GLF non ha ancora dato ordine a corpi speciali addestrati dalle guardie svizzere di requisire e distruggere tutti i CD, vinili, cassette, hard disk al mondo che contengano materiale da lui inciso prima del rifugio in Appennino, di assaltare i magazzini dei negozi di dischi e dare fiamme al reparto CCCP-CSI, né si è ancora intrufolato nella materia liquida dei miei ricordi per rimuovere la cassetta di Enjoy dallo stereo della 126 gialla di Andrea che correva per andare da nessuna parte e dentro eravamo almeno in otto ed era giustissimo così. Non mi sento tradito perché so che al culmine dei CCCP la mistica cristiana di Ferretti era ormai molto più che un accenno e/o un ricorso metaforico e/o un espediente lirico/estetico. Ed è proprio a quel periodo (più o meno 1988, più o meno Canzoni preghiere danze) che risale il primo omaggio alla figura di Ratzinger. Ma voi urlavate “Emilia Paranoica!” e non ci facevate caso.

Certo: adesso Ratzinger è stato elevato da GLF a suo maestro spirituale, e certo: ognuno fa il proprio percorso spirituale e puoi prenderti delle sbandate che capisci solo tu, e certo: non mi torna l’approdo a Sacra Romana Chiesa invece che a una dimensione del divino del tutto personale e non storica – ma in fondo ognuno ha il diritto a rincoglionirsi come meglio crede. Io difendo le tue scelte, Giovanni Lindo, ma tanto L’Avvenire non l’ho mai comprato quindi per me questa cosa che tu adesso ci scrivi è come se non esistesse.

E poi ho altri problemi, tipo Zarate all’Inter, per dirne uno.

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4 thoughts on “Al soldo dell’Avvenire

  1. E poi che Giovanni Lindo ferretti classe 53 va per i 60 e quindi che un po di rincoglionimento sia accettabile nn lo vogliamo aggiungere?

  2. ottime osservazioni, personalmente neppure i CCCP mi convincevano e quando ha trovato dio ho avuto la conferma della sua nullità. ……………. però, come dici tu, l’avvenire non lo compero e la cosa è inesistente, tantopiù che non ho un buon ricordo da preservare.
    claudio

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