It is done (isn’t it?)

Allora sono due anni che sto in quella casa (“quella” solo perchè adesso sto qui e cioè al lavoro) e mi accingo a rinnovare il contratto per il terzo anno di fila e in questi due anni avrò visto il signor Gualdi non più di sei volte. Il signor Gualdi vive nell’appartamento sotto il mio. Non l’ho visto più di sei volte in due anni, davvero. L’ultima volta che l’ho visto, però, è stata un’oretta fa, appena messo piede fuori casa, l’ho visto sul pianerottolo, metà dentro e metà fuori dal suo ingresso. In mano teneva ben stretta la tessera elettorale.

Ecco un buon risveglio: incontrare persone viste raramente, e però sempre a portata di incontro, e riconoscere in loro qualcosa in comune: nel caso specifico, la voglia di cambiare lo stato delle cose, la domanda di civiltà, la partecipazione popolare al sistema democratico eccetera eccetera.

Il bello è che mi ero svegliato da un sogno in cui con dei tipi sconosciuti in un bar all’aperto cantavo questa canzone, che è bellissima e ti dice che è fatta, anche se conviene non sbilanciarsi.

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