Primo Maggio di San Giovanni in diretta da casa mia (parte quinta)

No, davvero. La serata del concerto è stata un’altra cosa. Dalla e De Gregori sono stati bravissimi, e lo scrivo io che forse non ho mai messo di proposito un pezzo che sia uno di De Gregori. Da domani sarà un imperativo, in culo alla modernità e ai gruppetti giovani. Bravi, arrangiamenti stratosferici e un’intesa fra i due davvero notevole, forte di un’ambivalenza (la classe elegante e schiva di De Gregori contro l’esuberanza fuori controllo di Dalla) quanto meno curiosa e divertente: la strana coppia. La versione de La Donna Cannone, solo voce e pianoforte, è splendida, ma tutto il set ha rispolverato il repertorio dei due e ha dato un tono a tutta la manifestazione. Se ne renda conto chi di dovere: le tamurriate hanno fatto il proprio tempo, e ci sono molti modi di fare un concerto per la festa dei lavoratori.

Poi c’è Paola Turci e ancora Gino Paoli: bravi entrambi perchè hanno delle belle voci, e la Turci interpreta Gaber con Si Può. Bella versione. Su Gino Paoli però cambio canale e/o riesumo una Paulaner dal frigo.

Ancora Morricone, poi Bella Ciao in una versione sinfonica e corale.

La lettura da Pasolini è eccezionale: il tempo non passa mai, in questa landa chiamata Italia.

Cos’altro: Le Elezioni di Gaber cantata da Marcorè. A proposito: nomino adesso e senza contraddittorio Neri Marcorè presentatore dell’anno. Ci sa fare e basta: non è esuberante, non attrae applausi a scena aperta, non alza la voce, non si scalda e non suda – è bravo proprio per questo: ha misura, tono, personalità, lieve ed empatico imbarazzo, l’imbarazzo che fa bene. Capacità televisive a tutto tondo. Fa anche un reading finale dal sapore poetico, nostalgico, bucolico, di quelli che ti suggeriscono che sarebbe bello mandare tutto all’aria e andarsene in un posto più a misura d’uomo, un posto in cui d’estate si vedono ancora le lucciole, e quel posto non è via Salaria e le lucciole non sono quelle lucciole.

Domani passerò per forza da San Giovanni per andare a lavoro, e godrò dei rimasugli. Poi arriverò in centro (se e quando) e bestemmierò i pellegrini che si staranno recando al sepolcro del papa neo-beato, intasando tutto, e il ciclo ricomincerà. Altro che lucciole.

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