Primo Maggio di San Giovanni in diretta da casa mia (parte prima)

Parte la diretta su RaiTre. Dal nulla. Non un titolo di testa, niente che assomigli a un jingle introduttivo. Subito sul Palco del Concertone un ensemble bandistico con alcuni elementi di quelli che allora si chiamavano Radiodervish. L’ensemble si chiama Bandervish (a quanto pare) e fanno una bella cosa. Non so dirvi altro. Sempre di influssi mediterranei si tratta, ben assimilati – non c’è che dire. Poi tocca a una tipa che fa pure lei una bella cosa e si looppa la voce e fa le cose per bene. Ha anche una bella frangetta. Adesso devo solo scoprire come si chiama: mi sono distratto. Brava, comunque: la voce migliorerà.

Conduce Enrico Capuano. Ma non doveva essere Neri Marcorè? Ok: magari arriva dopo. Ad ogni modo Capuano tiene bene la scena e presenta il gruppo che viene dopo, che in due o tre pezzi di una bruttezza pressocchè totale ci illustra praticamente la teoria secondo cui al peggio non c’è mai fine, e quindi ogni volta che eleggi un gruppo come punto più basso della decenza musicale ecco che subito sbucano altri personaggi che ti costringono a rivedere le tue coordinate ermeneutiche. Di quei gruppi che dicono su le mani e urlano grazie come se qualcuno gli stesse prendendo a morsi le palle, imbevuti della retorica dei sogni, i sogni che sono il significato della nostra vita e solo chi è davvero fico ha ancora il coraggio di sognare e vive per realizzare questi sogni. Quintali di cazzate retoriche in chiara competizione con l’altra piazza, quella di San Pietro. Si chiamano… boh, adesso faccio una ricerca.

Intermezzo della solita retorica musicale in levare: combat folk, brigantaggio masticato male, ska punk in salsa altromondista.  Tutto quello che non sopporto. Tamarrata Rock. Poi l’Inno di Mameli cantato da Eugenio Finardi e reinterpretato in chiave rock. Ci starebbe un bel pisolino sul divano.

Neri Marcorè è una brava persona, ci sa fare, ha una sua integrità, inizia la  conduzione dopo l’Inno di Finardi (punto d’avvio simbolico del vero Concerto del Primo Maggio, prima era solo un warm up) e dopo una breve presentazione delle ragioni storiche del Primo Maggio (e dopo averla sparata grossa definendo la piazza come “il più grande concerto del mondo, sicuramente d’Europa”) cede la scena allo stesso Finardi che porta avanti il suo set rockettaro. Posso approfittarne per controllare le reazioni in diretta su twitter. Rimarranno archiviate qui, se volete leggervele.

Extraterrestre. Portami via.

Tocca a Barbarossa, “romano DOC”. Chiaro che i due (Marcorè e il Barba) se la intendono da vecchi amici. Adesso un pezzo reggae, Barbarossa sta facendo un pezzo reggae, con quella diavolo di cadenza reggae che piace a tutti e i produttori lo sanno. Non c’è modo di liberarsi dal reggae, non se ne esce. Il Primo Maggio, poi: ma che cavolo vado cercando.

Tu non mi stanchi mai. Parla per te, Barba. A me mi hai stancato eccome, giro su Quelli Che Il Calcio: Biscardi è meglio del reggae, di Barbarossa, del palco di San Giovanni. Devo ancora scoprire come si chiamano quei cessi che hanno suonato più o meno all’inizio.

Stacchetto comico del duo Barbarossa-Marcorè con imitazione del mio conterroneo Antonio Di Pietro e poi eccoli, i Modena City Ramblers. D’altronde questo è il giorno della loro festa. Vivono da anni solo per suonare a San Giovanni. Non c’è più Cisco, quest’altro che canta ha un accento tipo calabro: vado in leggera confusione. I Modena City Ramblers. I Cento Passi. Inizio a sentirmi soffocato dalla troppa retorica e dal cielo d’Irlanda. Naturalmente ci scappa Bella Ciao, la piazza poga, domani cambierà il mondo. Anzi no. Vado su facebook e prova la nuova opzione “domanda”. La mia domanda è semplice: “Quanto vi ha rotto il cazzo Bella Ciao rifatta dai MCR?”

Giuliano Palma. Qualcuno potrebbe spiegare agli organizzatori che siamo nel 2011, checcazzo.

Bennato. Edoardo. Qualcuno dovrebbe spiegargli che se suona ad Atreju per l’Azione Giovani potrebbe correre il rischio di venire linciato a San Giovanni, ma naturalmente questo non succede perchè sono solo canzonette, e uno con le canzonette può farci quello che vuole, giusto? Edoardo Bennato ci fa molta retorica, con le canzonette – la retorica che conviene per tenersi a galla come cosiddetto cantautore – e in più suona dove cazzo gli pare, quindi evidentemente lo stronzo sono io – ho qualche problema? Con le canzonette Edoardo Bennato suona e canta anche Rinnegato, e questo dice molto più di quello che possa dire io.

Aggiornamento: vado sulla cronaca in diretta su Repubblica  e scopro che la Band Più Orribile D’Italia Almeno Finora – quelli di cui sopra, il punto più basso della decenza eccetera – si chiama Autoreverse. Ripeto che fanno davvero schifo e schiaccio il tasto “pubblica” per questa prima parte.

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