Notizie dalle aziende (su collettivomensa)

Non ricordo com’è andata la faccenda, so però che c’entra facebook. Ho incrociato il Collettivomensa prima sui social e visto un po’ di cosa si trattava. Poi: al Crack di Roma, al Forte Prenestino, quasi un anno fa. Li ho incontrati di persona. Quelli del Collettivomensa sono persone in gamba. Ma in gamba davvero: hanno idee e se ne fottono. Non c’entra nulla il fatto che sull’ultimo numero della rivista cartacea (Collettivomensa – Ideal Standard) ci sia anche un mio racconto.

Il racconto ve lo incollo adesso.

(Va da sè che risale a un po’ di tempo fa e fa leva su alcuni squallori, e l’intento è quello di forzare questi squallori, anche se magari adesso ce ne siamo dimenticati, di questi squallori,  perchè nel frattempo nuovi squallori si sono aggiunti in coda e altri se ne aggiungeranno,  e così via.)

Ecco che inizia, dopo la lineetta.

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NOTIZIE DALLE AZIENDE

Il tema mediatico di questo periodo è la tragedia di Avetrana. Vediamo come ha reagito l’industria della comunicazione e in che modo si è allineata al trend, illustrando solo alcuni esempi di articoli accessori.

Il settimanale di cultura televisiva StarSystemItalia® ha lanciato una serie di uscite con il cosiddetto Plastico di Avetrana. Ad ogni numero di StarSystemItalia®, per venti settimane, verrà abbinato un pezzo del Plastico di Avetrana secondo il modello usato dal conduttore televisivo Bruno Vespa sul suo programma di approfondimento “Porta a Porta”. Si partirà dal perimetro dell’ormai famosa villetta della famiglia Misseri per arrivare all’ultimo pezzo dell’opera: la porta del garage. Il plastico sarà in legno leggero, fatta eccezione per gli elementi mobili (infissi, cancelli, siepi e vasi ornamentali) in materiale plastico riciclato. Il rapporto con la villetta reale sarà di 1 a 20. Il primo pezzo della collezione – il cancello della villetta, insieme a un tubetto da 40 ml di colla attaccatutto e a una brossure A4 con le istruzioni per il montaggio fai-da-te dell’intera opera – sarà in omaggio in abbinamento al numero di StarSystemItalia® in edicola dal 20 novembre prossimo. I pezzi dal numero 2 al numero 10 costeranno 4,90 euro (oltre al prezzo della rivista), mentre gli ultimi dieci costeranno 12,90 euro (oltre al prezzo della rivista). A completare il tutto, il piano d’appoggio in poliplat, sagomato e incavato secondo le linee di incastro alla base dell’intero Plastico, potrà essere ordinato direttamente sul sito Internet del Gruppo Gill, editore di StarSystemItalia®. Il prezzo al consumatore di quest’ultimo pezzo non è stato al momento divulgato.

Diversa la linea di Settegiorni®, settimanale di approfondimento politico-culturale del Gruppo Zen.it: pur senza tempistiche al momento definitive, l’ufficio stampa di Settegiorni® assicura una serie di prodotti multimediali in linea con il target medio-alto del proprio bacino di lettori. Verranno venduti, probabilmente a partire dalla metà di questo mese e in abbinamento alla rivista, supporti multimediali con cui il lettore di Settegiorni® potrà calarsi virtualmente nell’ambiente familiare e sociale che circondava Sarah Scazzi. Dalle ultime notizie, la redazione di Settegiorni® avrebbe stipulato un accordo con Google per avvalersi dei protocolli delle applicazioni Maps in modo da generare un software eseguibile che, appositamente installato sul proprio computer, permetterebbe di ricostruire in soggettiva quello che Sarah Scazzi avrebbe visto nell’ultima ora di vita. Nella community del blog di Settegiorni®, inoltre, sarà disponibile una risorsa aperta con cui il lettore/utente potrà ricreare i fatti e provare a dare, in team con i contatti del proprio account, delle possibili risposte al mistero di Avetrana. Come gadget aggiuntivi, in accordo con EndemicTV®, verrà distribuito un DVD (nessun titolo diffuso, per il momento) contenente i file audio in alta compressione degli interrogatori al tribunale di Taranto, i video trasmessi dai TG, con in più l’open software Mix0 con cui divertirsi a mixare le varie fonti audio al fine di costruire una propria personale soundtrack ambientale, da scambiare poi con i propri contatti della community. Queste, lo ripeto, sono notizie non ufficiali.

Abbiamo visto due estremi dell’offerta di prodotto: da un lato il Plastico abbinato a StarSystemItalia® che indulge verso un determinato pubblico di riferimento, dall’altro la mole di materiali digitali che confermerebbero Settegiorni® una delle riviste più attente ai mondi dei nuovi media e a un pubblico che possiamo definire cresciuto con il computer.

Altre notizie cui accenno brevemente sono: il cappellino da pescatore secondo il modello indossato da Michele Misseri, zio di Sarah Scazzi e principale protagonista della vicenda di Avetrana, in abbinamento gratuito a CoolBoy® di ottobre; l’orecchino da naso laccato in argento secondo il modello portato da Sabrina Misseri, cugina di Sarah Scazzi e altra grande protagonista dei fatti, in abbinamento gratuito su CoolGirl® di ottobre; la statuina fluorescente raffigurante Sarah Scazzi in atteggiamento devoto in edicola dal 10 novembre con L’Eco di San Pio, a un prezzo di 9,90 euro più il prezzo della rivista.

Lascia invece perplessi (mi consentirete, per una volta, una insolita incursione d’opinione) il gadget lanciato dalla rivista underground CollettivoMensa, rivista autoprodotta da un gruppo di studenti universitari con base a Firenze. La perplessità nasce dalla mancanza di un riferimento purchessia: CollettivoMensa non sembra avere un target definito di lettori, né una cadenza periodica assicurata, né tanto meno sembra dotato di una linea editoriale pur minima (si tratta di scritture varie e di illustrazioni anche scadenti, per dirla tutta). Gli ideatori di quello che non è altro che un libercolo senza valore apparente – pensate un po’ – hanno lanciato come oggetto promozionale da affiancare all’ultimo numero della rivista (incentrato sul tema dell’Ideal Standard e in vendita dal 9 novembre nei cosiddetti circuiti alternativi, nelle fiere dell’editoria più sommersa, nei centri sociali di tanta parte dell’antagonismo controculturale e nelle librerie di quart’ordine) nient’altro che una specie di bambola in silicone, a grandezza naturale, raffigurante non già Sarah Scazzi ma il suo cadavere in ogni minimo particolare (soprattutto per quello che riguarda “i dettagli della strozzatura al collo e del successivo deteriorarsi del corpo in fondo al pozzo del podere del Misseri”, come recita il comunicato stampa), sulla base di “ricostruzioni in 3D effettuate a partire dalle foto dei medici legali” (sempre da comunicato stampa), medici legali che quindi possiamo chiamare apertamente in causa per aver tradito tutta una serie di obblighi deontologici.
Ma non basta, cari lettori, non basta.
Perché tali “persone” (e vi esorto a leggere tutto il significato di queste virgolette) hanno pensato bene di pubblicizzare l’abbonamento a CollettivoMensa inventandosi un altro e ben più sciagurato gadget da regalare a quei dementi che sottoscriveranno l’abbonamento annuale a questo malloppo di carta straccia: un pezzo della corda con cui la povera Sarah, figlia di tutti noi, è stata uccisa. Lasciando perdere l’interrogativo se la corda sia originale o meno (la redazione del CollettivoMensa assicura di sì, ed è addirittura disposta a “fornire i tabulati delle analisi del DNA” sottratti per chissà quali vie alla Polizia Scientifica) e il modo in cui questi “signori” ne siano entrati in possesso, e tutto il disastro che può causare una simile follia dal punto di vista del corretto andamento del processo in atto – lasciando perdere tutto questo, io vi dico che iniziative del genere non dobbiamo accettarle, miei amati e morigerati Lettori Italiani. Vi invito – e mi perdonerete se queste colonne non sono lo spazio ideale per simili riflessioni – a riflettere sul futuro dei nostri ragazzi, che è il futuro di questo Paese.
È questa l’Università che frequentano i nostri figli?
È questa l’Istruzione Superiore che sappiamo dare loro?
E se non frequentano questa Università, frequentano forse queste infami amicizie, i nostri figli?
Gli ideatori di questa iniziativa dall’orrendo gusto non meriterebbero una punizione esemplare, se non altro?
Che ne sarà di questo Paese che stiamo cercando con ogni mezzo di salvaguardare?
Ma come si fa?
Come si fa?
COME SI FA?

È l’ora di meditare, cari lettori. Verranno tempi duri che distruggeranno l’impianto morale di questa nazione così virtuosa.
Per ora vi do l’appuntamento con il prossimo numero di Notizie Dalle Aziende, e vi abbraccio uno ad uno.

Vostro Massimo Giletti

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