Robe da segnalare, alla svelta

IL CONCERTO

Allora succede che nella settimana che finirà con il Record Store Day il prossimo sabato (su Vitaminic è stato allestito una sorta di centro di coordinamento per monitorare l’intera faccenda e vedere quali contributi escono, giorno per giorno da oggi fino al 16, e su quali blog, e si capisce che è cosa buona e sacrosanta, per cui se volete dire la vostra leggete pure il motivational speech cosiddetto) ci si risveglia di lunedì e per poco non ci si dimentica del concerto di stasera, al Circolo degli Artisti in Roma. Suonerà Anna Calvi e prima di lei tale Giulia Villari. Quest’ultima non so chi sia e va bene così, andrà a finire che mi sorprenderà e sarà bellissimo, oppure in caso contrario come minimo non avrò perso tempo per cercare su google il suo myspace. Riguardo Anna Calvi, ho molto apprezzato il suo disco d’esordio (fra le migliori uscite, e dimolto pompate in quanto a filtraggio della Rete, del primo trimestre 2011) e vi rimando a questa mia recensione su Vitaminic. Io direi che ci si va, al concerto, che ne vale di gran lunga la pena, che la curiosità è molta; e poi devo ripetere il mantra di aver scoperto che l’impianto del Circolo ha una resa formidabile se ti posizioni in un posto segreto che conosco solo io.

L’EVENTO PASSATO (e l’ethos giapponese)

Ieri sera ho assistito alla serata conclusiva di Cortoons, festival indipendente di animazione che si tiene da qualche anno al Teatro Palladium, Garbatella. Una rassegna molto interessante, con un programma bello denso, a ingresso gratuito, una manifestazione di quelle in cui ti senti a tuo agio, spontanea ma non per questo buttata lì alla cazzo, seria e meticolosa ma non per questo abbottonata con dress-code e boiate varie. Dal momento che si trattava dell’ultima serata, ho assistito alle premiazioni, e ho particolarmente apprezzato (per la Poesia e il senso di quell’arcano che ci congiunge tutti e che chiamiamo semplicemente Amore) il corto vincitore della sezione internazionale. Si chiama Bottle, ed è questo:

Il momento in cui invece mi tocca parlare dell’ethos giapponese è quando si arriva al premio assegnato dal Tokyo International Anime Fair, andato all’italiana Margherita Premuroso con un corto davvero spassoso, che si chiama Will And The Wheel, ed è questo:

Allora: è successo che il rappresentante del Tokyo Anime, il signor Suzuki, dopo aver consegnato il premio e dopo aver brevemente illustrato i perché e i percome della scelta di questo corto, ha ringraziato tutta l’organizzazione del Cortoons e ha fatto accenno al fatto che purtroppo quest’anno la rassegna del Tokyo Anime non è stata fatta a causa dei vari disastri che Dio, nel dimostrarsi paterno e buono verso gli uomini, ha rovesciato addosso al Giappone (questa è l’interpretazione che va per la maggiore presso i cervelli dei vicepresidenti del CNR). Insomma: il Tokyo Anime è saltato perchè in Giappone c’erano, e ci sono tuttora e speriamo finiscano nel più breve tempo possibile, mille altre cose a cui pensare, fra le quali vogliamo ricordare i reattori delle centrali di Fukushima. Ed è stato proprio in questo momento che Suzuki ha detto qualcosa come “vi porto le scuse di tutto il Giappone per le ansie che stiamo generando nel mondo intero, cercheremo naturalmente, e con l’aiuto internazionale per cui davvero vi ringraziamo ma del cui fastidio vi chiedo scusa a nome di tutti i giapponesi, di risolvere il tutto al più presto”. Ha detto più o meno così, e mentre l’interprete parlava mi tornava in mente quello che diceva Cacciari su La7, proprio a ridosso del disastro, a commento delle foto strabilianti in cui si testimoniava che a una settimana dal terremoto, con intere città distrutte dallo tzunami (cioè dalla grazia di Dio, sempre secondo il vicepresidente del CNR) e con un rischio nucleare elevatissimo, in Giappone avevano già ricostruito alla perfezione il novanta percento delle strade. L’ethos di un popolo, diceva Cacciari. Deve essere questo, allora: un signore che non è un rappresentante istituzionale che durante una manifestazione che non ha nulla a che vedere con la diplomazia e la politica internazionale ti chiede scusa, a nome di un popolo intero, per il disastro potenziale che quel popolo potrà causare. E il nostro ethos? L’ethos italico? Barzellette, vero?

NO POSER

Per tornare alla leggerezza quotidiana che contraddistingue noi fan dei Throbbing Gristle e dei Sepolcri di Ugo Foscolo, vi segnalo una compilation tutta da sculettare, fra drum machine quasi truzze e synth-sequencer a pioggia, organizzata da Foolica Records con il meglio dell’italico indie-dancefloor e scaricabile a gratis da XL Repubblica. Io dico che spacca, almeno all’ottanta percento, e finora mi sa che i miei preferiti sono i Thank You For The Drum Machine.

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